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Guida alla Riserva 2017-03-12T19:08:17+00:00

Immersa tra colline e campi coltivati, la Riserva si estende per 525 ettari, inclusa la ZSC ( Zona Speciale di Conservazione ), comprendenti l’intera superficie del lago (105ha), la fascia perimetrale caratterizzata da una lussureggiante vegetazione acquatica e i campi coltivati.
Il lago, fin dalla sua nascita, è stato testimone di una rapida colonizzazione spontanea da parte della vegetazione palustre e di numerose specie di fauna acquatica. Oggi, perfettamente rinaturalizzato, il lago luccica come una perla preziosa incorniciata dal verde dei boschetti di salice, tamerice, pioppo ed olmo. I sentieri che si snodano lungo le rive del lago sono arricchiti da fitti tratti di macchie e siepi di rovo, prugnolo, sanguinella, biancospino e rosa canina che in primavera diventano, assieme a ginestre, gladioli, muscari, sonchi ed orchidee selvatiche, gli artefici di uno spettacolo di rara bellezza. Nella parte meridionale della Riserva incontriamo piccoli boschetti sempreverdi (alaterno, lentisco) circondati da prati incolti, volutamente lasciati allo stato naturale per arricchire la Riserva di un altro importante spazio ecologico.

La ricchezza dell’avifauna è spiegata dall’estrema varietà di ambienti, seppur limitati come dimensioni, presenti nella Riserva: sono 200 le specie osservabili lungo l’arco dell’anno. Ogni stagione ha i suoi protagonisti. In inverno il lago si popola di anatre multicolori quali moriglioni, alzavole, germani reali, fischioni, di aironi come la garzetta, l’airone bianco maggiore, abili ed eleganti nelle loro tecniche di caccia, così come il falco pescatore, senza rivali nel catturare i pesci, mentre i cormorani danno spettacolo la sera ai dormitori notturni. In estate i canneti si popolano di uccelli piccoli e poco appariscenti, ma dal canto inconfondibile come usignoli, cannareccioni e cannaiole, mentre i tipici nidi “a fiasco” del pendolino ondeggiano sulle tamerici. L’airone rosso e il tarabusino occupano anche loro i canneti per la nidificazione, ma sono più elusivi. Al mattino è facile incontrare il gheppio, la poiana in perlustrazione sui campi, oppure la sagoma del falco di palude mentre sorvola i canneti. La notte, invece, entrano in azione il barbagianni, la civetta e gli altri notturni. Ma la stagione in assoluto più spettacolare resta la primavera: le colline in fiore fanno da scenario alle parate nuziali dello svasso maggiore, simbolo della Riserva. Anche i migratori compaiono sul lago, aironi come la nitticora, limicoli come il cavaliere d’italia e il piro-piro piccolo. Non mancano all’appello le specie di bosco quali il rumoroso picchio verde ed il torcicollo ed i più comuni pettirosso, fringuello, merlo e scricciolo, che trovano rifugio nei boschetti e tra le folte siepi di biancospino, rovo e prugnolo.

In un ecosistema come quello del lago vi è un una grande diversità biologica, di cui il processo di adattamento risulta esserne lo strumento modellatore. Numerosissime le presenze di insetti: dalle eleganti libellule alle coloratissime vanesse, dalle grandi sfingi notturne alle specie acquatiche come la notonetta. Anche rettili e anfibi sono presenze costanti: dal comunissimo biacco, alla più elegante natrice dal collare, al coloratissimo rospo smeraldino. Fra i molluschi spicca l’anodonta, un grosso bivalve che raggiunge anche i 10 cm. di lunghezza e che abita le anse sabbiose del lago, le cui acque sono ricche anche di numerose specie di pesci, tra cui cavedani, carpe, persici sole, tinche e lucci. Più schivi e crepuscolari, i mammiferi sono rappresentati da istrice, riccio, volpe, le cui sagome si possono scorgere di quando in quando sui pendii delle colline mentre scendono al lago per bere.